Non riesco a scrivere, cioè non riesco a scrivere qualcosa che valga più di 10 ore. Tutto quello che scrivo, che mi racconto, il giorno dopo non ha più senso. Non so…come se le mie opinioni, il mio punto di vista, la mia realtà mutasse continuamente. Lo so che tutto si trasforma e che tutto cambia, ma mai come in questo momento questo concetto mi è evidente. Forse è sempre stato così, ma solo adesso ci faccio caso. Ovvio che questa precarietà del reale porta delle conseguenze: prendo con le molle tutto quello che dico, penso e faccio; ho la tendenza a dover verificare giorno per giorno le mie azioni; se mi pongo degli obiettivi a lungo termine non mi faccio influenzare dai miei umori che cambiano; sono certo che anche quello che sto scrivendo adesso, domani non lo scriverei; ogni momento ha la sua propria peculiarità; non dico nessuna mia verità che non sia legata al mio momento: non ci sono solo 6 miliardi di verità, ci sono anche infinite verità del momento; non sono fermo, ma in movimento; tendo a vivere sempre di più il presente.
Varie ed eventuali.
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