pensieri del 2016

20° proverbio anarco/primitivista:
“La mia libertà finisce quando finisce la tua, ovvero, la tua libertà finisce quando finisce la mia”.

Un silenzio inquietante avvolge la yurta.
Rotto solo dal grugnire dei cinghiali.
E la pioggia attende vada via anche la luce.

19° proverbio anarco/primitivista:
“Prima è meglio”.

“Se pensiamo il pianeta Terra come un organismo vivente e noi esseri umani come parte di questo organismo, possiamo affermare che una frontiera che non ci permetta di passare, di andare, di fluire, sia paragonabile ad un blocco energetico.
E i blocchi energetici generano malattie, anche mortali.”
Tahyin Yangtao

“L’uomo civile di mezza età tende ad ingrassare nella regione addominale, mentre cio’ non accade all’uomo primitivo”
F.A.Hornibrook “La cura estetica dell’addome”

Proposta rivoluzionaria:
l’orto caotico, libero, presumibilmente improduttivo.
Piantare e seminare a caso, senza logica, fidandosi del proprio senso armonico ed estetico.
L’orto come un quadro.
Se qualche anno fa , e per diversi anni, ho cercato di mettere d’accordo Errico Malatesta con Osho Raineesh, adesso, da un po di tempo, sto provando a far dialogare Enrico Manicardi ed Eckhart Tolle.
Mica cazzi.

Una cosa l’ho imparata da quando abito in yurta: guardare la mia merda.

Vorrei non sognare.
Dormire e basta.
Quasi come morire,
tutte le sere.

In questo sistema, anche vivere in yurta si riduce ad innocuo esercizio di stile.

In questo sistema, anche la raccolta differenziata è una fregatura.

17° proverbio anarco/primitivista
“Distruggere paga. E i cocci se li possono anche tenere.”

16° proverbio anarco/primitivista
“Quando il saggio indica l’aereo, lo stolto guarda la scia chimica.”

12° proverbio anarco/primitivista
“A forza di preferire le uova oggi, la gallina smette di ovulare.”

11° proverbio anarco/primitivista
“Morto un Papa…punto.”

10° proverbio anarco/primitivista
“Vivi e lasciati vivere.”

9° proverbio anarco/primitivista
“Ambasciator non porta pena, giudice non porta condanna, medico non porta diagnosi negativa, carabiniere non porta manganellata, insegnante non porta brutti voti, coltivator di olive non porta veleni, eccetera, eccetera, eccetera.”

8° proverbio anarco/primitivista
“Chi di spada ferisce, di spada viene ferito.
La gravità delle ferite dipendono da vari fattori, sovente indipendenti dalla nostra volontá.
Sia nel primo che nel secondo caso le ferite possono portare alla morte.
Non si può determinare quando il feritore verrà ferito, forse dopo un minuto, forse in una prossima vita.”

Letto su un muro di imperia, argine sinistro, vicino eurospin, bella grafia:
“la vita è costruita
non è meditazione
boicottare me stesso
la rivoluzione”

la disperazione nei muri a secco

I muri a secco, le pietre, i massi, i sassi, anche le scaglie, sono tristi, anzi, disperati. Considerazione zero.
Vivono oramai fuori dal tempo, anacronistici, condannati alla solitudine e allo scivolamento a valle, a franare.
Hanno pance gonfie, denti cariati, postura pregiudicata.
In bilico precario perdono d’improvviso l’equilibrio, precipitando a terra, una terra dura, bassa, diserbata.
Quando va bene.
Solitamente cadono di notte.
Quando è nuvoloso e minaccia pioggia.
Un riflesso condizionato, una caduta preventiva.

per blog2

Nessuno ne ha mai visto cadere uno, si può solo sentire il rumore sordo del tonfo, se state in ascolto, voi che vivete sicuri nella vostre tiepide case.
Il muro a secco viene giù tutto d’un colpo, tutto d’un pezzo, che se non fai a tempo ci lasci la mano sotto.
Il paesaggio ligure è segnato da questa drammaticità, da questa lotta per stare in piedi, nell’indifferenza.
L’aria è pregna di questa lotta e di questa battaglia persa.
Insieme ai muri cadono generazioni, cade una comunità, una società, cade la Storia.
Quando toccano il suolo esplodono, diffondendo nell’aria l’odore del sudore e dell’energie trattenute per anni, decenni e anche secoli.
Certo, il cemento è il nemico, ma il primo vero nemico suo è la rabbia dell’uomo frustrato, che non si assume le proprie responsabilità.
I muri, tutti i muri, hanno una pessima reputazione. I muri van distrutti, son d’accordo. È giusto che cadano. È giusto così.
Fanno paura i muri che non li butti giù neanche con le rivoluzioni.
Invece questi muri, a secco, sono fragili, fanno pena, son da compatire.

per blog

Non sono come gli altri muri, questi, ti lasciano passare, sono pieni di spifferi, permettono alle radici di trovare spazio, lasciano che l’acqua ci scorra dentro e non resistono al passaggio del fuoco e del cinghiale.
Il muro a secco porge l’altra guancia.
Un altro nemico del muro a secco è il diserbo.
Ma non è solo nemico suo.
Il diserbo fa terra bruciata, lascia il muro nudo, sterilizzato, anche le pietre perdono anima e si sgretolano. Anche l’amica edera manca, muore.
Se guardi i muri a secco prendendoti il tuo tempo, vedrai che son tutti diversi, son fatti di mille umori, le pietre hanno infinite facce, puoi vedere le rughe e la smorfia della fatica.
Se affini la sensibilità riconosci la mano, lo stile, e capisci pure se chi ha fatto il muro, quel giorno, era incazzato o aveva mal di schiena.
Puoi sentire l’eco dei porchi dii urlati nella valle.
Una volta quando cadeva un muro era una benedizione, la sua caduta portava lavoro di ricostruzione, adesso se il muro cade viene maledetto, e se cade sopra una strada asfaltata viene una ruspa e se lo porta via.

IMG_4832

16° proverbio anarco/primitivista

“Quando il saggio indica l’aereo, lo stolto guarda la scia chimica.”

costruire muri (a secco) 2

finito.
ti contemplo.
sei il mio desiderio.
la vela del mio galeone.

IMG_3745