Da quando ho scoperto (e questo avvenne mooolti anni fa) che il mondo degli adulti era malato, ho iniziato a cercare di andare oltre, certo che restare in questa dimensione mentale fosse a sua volta malato.
Ho sempre sentito una spinta interiore che mi portava a guardare sotto, di fianco, dietro, altrove, di provare a testare altri comportamenti, di non credere a quello che mi si diceva, a sbagliare, a non fare quello che facevano tutti, a non fidarmi, già da piccolo, anche della mamma e del papà.
È per questo che in un momento di sofferenza e confusione, decido di fare quello che, nell’opinione comune, non conviene fare, e cioè starci con la sofferenza, guardarla in faccia, sfidarla, senza scappare, finchè resisto.
Ciò che è difficile è saper aspettare, perché, sono sicuro, dopo un po’, lasciato esprimere, il malessere si stanca e se ne va.
-
-
postati di recente
- Presentazione “Il Muro quadrato” a Savona
- Presentazione “Il muro quadrato” a Bologna
- Prima presentazione de “Il muro quadrato” a Dolcedo(Im) in frazione Bellissimi
- Commento alla lettura de “Il Muro quadrato” – due –
- Commento alla lettura de “Il muro quadrato” – uno –
- Edizioni Storie Tese riprende le attività (e le passività)
- Prima produzione nuova EST
- Tra un treno e l’altro
- cose da dire (4)
- cose da dire (3)
categorie
- chi sono e perchè (8)
- citazioni (6)
- Edizioni Storie Tese (7)
- fuori buco (25)
- incontri (3)
- per buco (37)
- per butô (5)
- per muro (3)
- sobbalzo (1)
- soldi (3)
- Virus (22)
boh